mercoledì 26 gennaio 2011

Bangkok e Ayutthaya

Dopo l'India sentivo il bisogno di spostarmi in posto verso il mare, dopo venti giorni di spiagge sembra incredibile ma avevo voglia di ritornare in città, il traffico, le macchine, le strade con tanta gente, i mercati. A Bangkok c'è tutto questo ma anche di più, la città è enorme e in pochi giorni si riesce a vedere solo il centro. La zona attorno Khaosan road è il "ghetto" dei turisti, si trovano qui tutti gli alberghi medi ed economici, una miriade di bar e ristoranti, negozi e bancarelle, uno di quei quartieri dove non si dorme mai, con i mitici "seven eleven" supermercati aperti 24 ore (possono creare dipendenza) "pad thai" buoni ed economici, ma anche "Burger King", mi ci fiondo appena arrivo, l'ultima volta che ci sono stato ero in  Giordania, ogni tanto un hamburger ci sta tutto...
Gli ananas stanno divendando un'altra dipendenza, dolcissimi, li vendono per strada sbucciati e gia a pezzetti a 0,50€ uno intero, i thailandesi li mangiano aggiungendo dello zucchero. Qui si aggiunge zucchero ad ogni cosa, addirittura in alcuni ristoranti non trovi sale e pepe, ma zucchero e pepe! 
Per strada una signora vende cavallette, scarafaggi ed altri insetti fritti, una lunga frittura rende mangiabili anche le parti più dure, i gamberi li ho mangiati tutti interi con pure le zampe, sugli scarafaggi qualche dubbio mi viene.
A Bangkok faccio un giro per monumenti, il palazzo reale è un esplosione di colori, l'oro e il rosso mi attraggono di più, sono predominanti, dipinti murali belli e dettagliati, alcuni disegni mi sembrano perfetti per un tatuaggio  (Andrea prendi nota). Ai colori delle architetture si aggiungono quelli in tinta unita dei monaci, tutti uguali, vecchi e giovani con capelli e sopraciglia rasate, da vicino i loro volti sembrano raccontare però tutte storie diverse. Vedo anche alcuni ragazzini, uno si gira a gardarmi mentre faccio uno scatto. Dentro i templi statue di budda sempre più grandi, in quelle più piccole la gente attacca foglie d'oro, nella principale si inginocchia e prega a mani giunte, l'atmosfera è di pace e i canti dei monaci sono ipnotici.
Ho conosciuto Vincenzo un ragazzo di Torino, passiamo una bella serata a Bangkok e ci ritroviamo dopo due giorni ad Ayutthaya. In quest'altra città riesco a comprendere come il turismo possa incattivire le persone a rincorrere solo il denaro. Qui non ci sono masse di turisti come nelle isole, ma persone che si fermano solo qualche giorno e la gente del posto sembra più serena, ti salutano normalmente e non in quel modo esageratamente finto (sawadicaaaaaaaaaaa!) i sorrisi sembrano più sinceri, inizio ad avvertire la sensazione di non essere percepito come massa ma come individuo. In effetti i thailandesi sorridono tanto, se imprechi verso uno che non si ferma alle striscie pedonali lui ti guarda e ti fa un sorriso. Ho visto due fare un piccolo incidente col motorino, si sono guardati ridendo, hanno visto che era tutto a posto e sono ripartiti.
I siti archeologici di Ayutthaya sono affascinanti soprattutto al tramonto, alcuni monumenti sembrano delle astronavi pronte a decollare, Il posto con il budda enorme disteso è un altro luogo magico, in bici si gira benissimo, ci sono tanti spazi verdi dove passeggiare e rilassarsi. 









































 Ayutthaya









































3 commenti:

valentina cuvato ha detto...

Le tue foto mi hanno quasi ipnotizzato! Probabilmente le tonalità cromatiche e la geometria delle costruzioni scatenano uno strano flusso di pensieri! ma le bestiole nella foto in sequenza successiva a quella con gli ortaggi ? saranno mica delle rane! ciao a presto...

eliza ha detto...

posto fantastico...!

Sergio Cuvato ha detto...

ebbene si! sono paffute rane con la pancia squarciata... non ti dico l'odore... bleeeahhh

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