lunedì 8 novembre 2010

Varanasi

Se in Nepal quando sono arrivato si festeggiava Makar Sakranti e si facevano volare gli aquiloni, quando arrivo in India a Varanasi in cielo ci sono i fuochi d'artificio, si festeggia Diwali, tante luci dentro e fuori le case, mortaretti bombe di ogni tipo sembra l'ultimo dell'anno. La differenza con il Nepal si avvertre, il caos supera la  mia immaginazione, la confusione è indescrivibile e molto rumorosa, veicoli, persone e animali si muovono nello stesso spazio, gli incroci sono grovigli inestricabili, i clacson mi soffocano mi rifugio nei ghat, le strade vicino al Gange. L'atmosfera è ovunque molto intensa, hai mille informazioni di suoni, immagini, odori, decine le persone che ti fermano e propongono qualcosa, per ora non riesco a leggere la confusione, devo ancora abituarmi all'India.
 L'alba sul Gange è uno spettacolo unico ed emozionante, migliaia di persone pregano si lavano nuotano,  si avverte un'energia diversa, a volte non capisco se si tratta di una scena reale o se qualcuno sta girando un film, l'equilibrio e l'armonia sembrano studiati e diretti da qualcuno. Al tramonto nel ghat principale si svolge ogni giorno una funzione religiosa spettacolare quattro ragazzi muovono nell'aria incensi, fiori, fuoco a suon di musiche tamburi e campane,  ma il momento più emozionante è quando si ferma tutto e iniziano a suonar una conchiglia a spirale; leggo ora nella guida che rappresenta la vibrazione cosmica da cui scaturisce ogni esistenza.
  Il giorno dopo Diwali a Varanasi sembra il primo dell'anno, a terra i resti dei botti sparati la sera prima, notizie di gente con le mani ustionate dalle esplosioni, in giro poca gente e locali chiusi, la città è più leggera e ora inizio a leggerla meglio. Decido di andare in un posto più tranquillo, a Khajuraho ci arrivo dopo una notte in treno, dormo accanto ad una coppia di ragazzi francesi (è pieno di francesi) Vincent e Charlotte, forse li rivedo ad Orcha.
A Varanasi ho tagliato i capelli, pare che porti bene.
































7 commenti:

cilla ha detto...

emozionante... benares è incredibilmente intensa, rivedo le immagine è come un salto nel passato....
"la vibrazione cosmica da cui scaturisce ogni esistenza"... OOOOOOMMMMM

eliza ha detto...

Un mondo completamente diverso..!! le foto sono belissime!un bacio!!

Regina ha detto...

Belle foto Sergio! Mi fa pensare del film "Forests of Bliss" di Robert gardner, tutto girato a Benares circa 1985. Aspetto il prossimo appuntamento!

Maria Luisa Gambale ha detto...

perfetto, Sergio, che sei arrivato in questo giorno - per fortuna l'hai fatto cosi, o apposto? Intanto mi fa ricordare i libri di Patrick Leigh Fermor - quando e arrivato lui a Esztergom, una bellissima citta sopra il danubio, c'era la festa di Pascua - e tanta festa! Forse non tanto casino, ma ancora ha lasciato un'impressione.

carmelino ha detto...

Mio nipote è un grande viaggiatore: nelle suo blogspot durante i lunghi spostamenti, racconta di cose mai viste che incantano, di gente di viaggio interessanti, di paesaggi meravigliosi e di usi e cultura sconosciuti. Cammina e attraversa senza paura strade con sole cocente, e montagne a zero gradi in groppa ora a un mulo, ora a un asino, ora a un cammello ora su una bici e si mimitizza ora da indiano ora da ebreo ora egiziano . ora sta con ragazzini ora con giapponesine ora con gente del posto. Gusta le pecore le vacche , i piccoli animali sgozzati da vendere , donne scintillanti con abiti da mille colori , si fa accarezzare l’orecchio dal flauto,vede tutti i colori del mare e la densità del sale . gusta i fanghi salutari, le lunghe spiagge e i cieli con luci apocalittiche .si può trovare al di sotto del livello del mare, come al di sopra di 4000 metri - soprattutto difende con passione e tenacia la dignità e la semplicità di quella gente senza problemi. 
È dunque un piccolo uomo pieno di spirito e di coraggio capace di immergersi ovunque, senza distinzione di religione o di colore della pelle, e particolarmente attento ad immortalare cose e persone pronte a farcele godere e gustare tramite i suoi occhi e le sue parole. Sei una delle tante persone vive dal sangue bollente, capace di arrivare dove vuoi e forse oltre i limiti .mi piace la storia di Andrej .non avvicinarti troppo al sole.abbracci.carmelino

cilla ha detto...

ma a benares sei passato al burning gath?... per me è stato uno dei momenti più intensi dell'india, immagini ed emozioni ancora vive...

Sergio Cuvato ha detto...

ovviamente uno dei posti più interessanti, un ragazzo parlava e scherzava con me e appena prima avevano bruciato il corpo della madre, il rapporto con la morte è decisamente diverso...

Posta un commento