martedì 20 settembre 2011
Dopo gli States è tempo di ritornare in Europa, per diverse ragioni ho deciso di visitare un paese che mi ha sempre incuriosito soprattutto sotto l'aspetto della luce, l'Islanda. In questo periodo (metà giugno) le giornate dovrebbero essere lunghissime, contrariamente a quanto succede d'inverno che le ore di luce sono molto poche, il 17 giugno poi c'è una festa importante a Reykjavík e il biglietto da New York non costa molto.
Ho deciso di stare poco tempo da queste parti anche perchè il costo della vita è piuttosto alto rispetto al mio budget, ho cinque giorni in tutto per visitare la capitale e fare un giro verso l'interno seguendo l'itinerario giustamente chiamato "golden circle".
Ho cercato un ostello a Reykjavík seguendo i consigli di Hostelworld e hostelbookers ed ho trovato il più "cool" ostello di tutto il viaggio il Kex, ogni dettaglio è curato, i letti sono super comodi e dotati di piumini d'oca caldissimi (da queste parti servono e come), tutto molto pulito e con un ristorante di qualità che attira clienti anche da fuori. Anche la gente è carina, in ostello come avviene sempre conosco altra gente che come me viaggia e ha tempo per stare tutto il giorno in giro. Leggo sulla bacheca l'annuncio di una ragazza che cerca persone per condividere un auto e fare un gita di un giorno, mi segno e il giorno seguente partiamo per il "golden circle". Siamo in quattro io guido la macchina e con me c'è Valerie (New York), Nicola (Scozia) e Kenneth (Singapore). Per strada si incontrano poche macchine, daltronde l'isola è estesa un terzo dell'Italia con una popolazione totale inferiore a quella della città di Genova!
Vedo dei paesaggi totalmente nuovi, immense pianure immerse in un silenzio irreale, i geyser altissimi circondati da specchi d'acqua bollente e bocche fumanti, le cascate di Gulfoss un altro spettacolo della natura per maestosità e potenza. Immagino come può essere bello quando e tutto neve e ghiaccio.
Il 17 giugno a Reykjavík è festa nazionale in strada praticamente tutta la città, bancarelle, musica dal vivo per tutti i gusti, negozi aperti fino a tardi, sono in giro con Shay un ragazzo israeliano. E' facile fare tardi, praticamente il sole tramonta alle 11,45 e dopo mezzanotte si esce per andare a bere qualcosa, ho sempre la sensazione di andare per un aperitivo, quasi una settimana non basta per abituarsi al non buio. La vita notturna è frenetica i locali sono tutti vicini e si gira a piedi, un sacco di gente semi ubriaca gira per strada e si diverte, è notte fonda ma sembrano sempre le sette del pomeriggio, torniamo a casa senza sonno.
Il sole tramonta sul mare e resta tutta la notte appena sotto l'orizonte colorando il cielo con delle sfumature incredibili, si può stare seduti per ore ad osservare i colori di un tramonto infinto che diventa alba senza che te ne accorgi.
domenica 17 luglio 2011
Quando si arriva ospite in casa di amici è come approdare su un'isola dopo una lunga navigazione. In questo viaggio sono stato ospite da amici che conoscevo da tempo e da nuovi incontrati lungo il cammino. Sono stato ospite da John e Stav a Tel Aviv, ho dormito ha casa di Beeba a Ramallah, dalla famiglia di Amir a Nazareth, da amici di Lay Ying in Malesia, da Katharina a Berlino, nella grande casa di Jill e Jay a Santa Barbara grazie a Regina, ed ora a New York in uno splendido loft a Brooklyn ospite di Maria e Zac, l'atmosfera è magnifica e qui mi sento come a casa mia.
Passare da Cuba a New York è di nuovo un viaggio agli antipodi come mesi fa dal Mar morto all'Himalaya. Cammino tanto, ormai sono abituato, se procedo con il mio passo posso camminare tutto il giorno senza problemi, ho attraversato a piedi il ponte di Brooklyn verso Manhattan camminando lungo Broadway fino a Time square, una lunga passeggiata.
Molte cose è come se le avessi già viste, ritrovo la città che era nel mio immaginario, la New York raccontata dai numerosi film qui ambientati, i taxi gialli, i grattacieli, i musei, le strade grandi e affollate, la gente di tutti i tipi e nazionalità e una sensazione diversa di libertà. Arrivare al tramonto a Time square è uno spettacolo di luci, immagini e colori, per un momento mi è sembrato che qualcuno potesse domandarmi il biglietto d'ingresso...
Trascorro molto tempo a casa, ci sto bene, Maria e Zac lavorano fino a tardi e ci incontriamo la sera per uscire insieme. Andiamo a cena fuori, ad un paio di party ed una sera al bowling, per me è la prima volta, il posto è immenso, c'è un bel bar e la sala concerti, è molto divertente e ho fatto pure due strike! La zona dove stiamo a Brooklyn mi piace, alcune strade mi ricordano delle vie di Berlino con molti caffè e bar e i ragazzi seduti ai tavoli fuori. Qui rispetto a Manhattan la "velocità" è diversa, mi sento più a mio agio, sembra più facile parlare con le persone, fermarsi a guardare, sedersi in un parco, a Manhattan mi capita di avvertire una sensazione di solitudine non so perchè.
In questi giorni ho avuto modo di rincontrare vecchi amici, ho rivisto Page dopo 13 anni e ho conosciuto il marito e i suoi due splendidi figli, ho incontrato Luca all'inaugurazione della sua mostra fotografica, e rivisto Elena che qui riesce a realizzare i suoi sogni.
Capisco solo ora perchè tanta gente si innamora di questa città è davvero un posto unico al mondo, assolutamente da vedere e ne è valsa davvero la pena venire, I ♥ NY.
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